Paolo Franzinelli BLOG

Il Piano Industriale 2025-2027 di Banca Popolare di Sondrio: una risposta all’OPS di BPER
BPER divora Popolare di Sondrio

Il nuovo Piano Industriale di Banca Popolare di Sondrio (BPS) per il triennio 2025-2027, denominato “Our Way Forward”, rappresenta una dichiarazione di intenti chiara. La banca valtellinese intende proseguire il proprio percorso di crescita in autonomia, rafforzando la sua identità e il legame con il territorio.

Questa strategia si pone in netta contrapposizione con l’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata da BPER. Evidenzia non solo la volontà di rimanere indipendente, ma anche la solidità del modello di business di BPS. Il modello non necessita di un’acquisizione per garantire valore agli azionisti.

Un piano di crescita indipendente e ambizioso

Il piano industriale si basa su pilastri fondamentali:

  • Crescita sostenibile e remunerazione degli azionisti: previsti utili cumulati per 1,8 miliardi di euro e una distribuzione di dividendi per 1,5 miliardi di euro, con un payout ratio dell’85% annuo.
  • Espansione nel wealth management e nella bancassurance: previsto un incremento delle commissioni da gestione patrimoniale del 38% e una crescita del 75% dei ricavi da assicurazioni danni. Con quali professionalità sarà un elemento determinante da valutare.
  • Valorizzazione della leadership nei servizi alle imprese: rafforzamento dell’offerta per PMI e settori strategici come l’agroalimentare e il trade finance.
  • Innovazione digitale: investimenti per 400 milioni di euro per rafforzare la trasformazione tecnologica e migliorare la customer experience.
  • Sostenibilità: previsti 2,4 miliardi di euro di finanziamenti con impatto ambientale e sociale positivo e nuove emissioni di green bond per 1 miliardo di euro.

Un aspetto chiave del piano è l’incremento dell’occupazione con 233 nuove assunzioni. Di queste oltre 60 sono dedicate a profili digitali, rafforzando il ruolo della banca come motore di sviluppo locale.

Articolo ADN Kronos del 10 marzo 2025.

OPS BPER su PopSO

Un messaggio chiaro: Banca Popolare di Sondrio non è Carige

Il confronto con l’acquisizione di Carige da parte di BPER è inevitabile. Tuttavia, va chiarito un punto essenziale: Carige era una banca in difficoltà, mentre BPS è un istituto solido. Infatti, gli indicatori di redditività e patrimonializzazione sono superiori agli standard di mercato. Potrà mai essere BPS un boccone indigesto?

L’amministratore delegato Mario Alberto Pedranzini ha ribadito la centralità dell’indipendenza della banca e la sua capacità di generare valore autonomamente: “La nostra banca è da 150 anni una banca indipendente e fa della vicinanza alla clientela la sua cifra distintiva”.

La soglia minima del 35% fissata da BPER per il successo dell’OPS è stata definita “inusuale”. Il management di BPS ha sottolineato come l’operazione sia stata decisa senza il coinvolgimento dell’istituto valtellinese, rafforzando il messaggio che questa fusione non è né necessaria né auspicabile.

Un cambio di nome? No, una trasformazione radicale

Chi pensa che l’eventuale acquisizione da parte di BPER sia solo un passaggio formale sottovaluta l’impatto di operazioni di questo tipo. Il modello di BPS è radicato nella relazione con la clientela e nella flessibilità operativa, rischierebbe di essere sacrificato in favore di una logica più centralizzata. La standardizzazione potrebbe prevalere.

Il piano industriale 2025-2027 è quindi molto più di un semplice documento strategico. È una dichiarazione di indipendenza che punta a rafforzare la posizione della banca senza cedere a pressioni esterne.

La sfida ora passa agli azionisti, chiamati a scegliere tra due visioni contrapposte. Da un lato c’è l’indipendenza e la crescita organica, dall’altro l’incorporazione in un gruppo più grande con tutte le incognite che ne derivano.

Da Carige a Banca Popolare di Sondrio: l’OPS di BPER non sarà un semplice cambio di nome

L’acquisizione di Carige da parte di BPER nel 2022 ha segnato un’importante trasformazione nel panorama bancario italiano. L’operazione ha portato con sé riorganizzazioni interne, chiusure di sportelli e cambiamenti nei modelli operativi. Oggi, con l’OPS (Offerta Pubblica di Scambio) lanciata da BPER su Banca Popolare di Sondrio, si riaffacciano timori e incertezze. Questo è particolarmente sentito dai dipendenti e la comunità valtellinese.

“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento”.

proverbio cinese

Lezioni dall’integrazione di Carige

Quando BPER acquisì Carige, l’operazione venne presentata come un rilancio per l’istituto ligure. Tuttavia, la transizione portò inevitabilmente a una razionalizzazione della rete e a un cambiamento nel modello commerciale. Questo ha avuto effetti tangibili sulla forza lavoro e sul rapporto con il territorio.

Un aspetto positivo fu la creazione di una direzione territoriale a Genova per mantenere un presidio locale. Tuttavia, ciò non evitò le chiusure di sportelli e il riassetto del personale. Gli impiegati di Carige hanno dovuto affrontare nuove dinamiche aziendali, spesso più orientate ai risultati commerciali rispetto alla tradizionale relazione di prossimità con la clientela.

L’OPS su Banca Popolare di Sondrio: cosa aspettarsi?

Il destino della Banca Popolare di Sondrio potrebbe seguire uno schema simile. La First Cisl, nel documento rivolto ai dipendenti, ha evidenziato preoccupazioni per la stabilità occupazionale e per il futuro della presenza bancaria in Valtellina.

Le principali criticità evidenziate dal sindacato

  1. Preoccupazione per i dipendenti
    • Il Consiglio di Amministrazione della BPS ritiene che l’operazione sia poco profittevole per gli azionisti.
    • Il Direttore Generale ha espresso timori per il personale, il cui destino dipenderà dalle decisioni di BPER.
    • I lavoratori della sede e del centro servizi attendono chiarimenti sulla promessa direzione territoriale che potrebbe essere creata.
  2. Rischio di perdita di identità e di chiusure di sportelli
    • Il sindacato segnala che il passaggio a un nuovo modello commerciale potrebbe ridurre la storica vicinanza della BPS ai clienti.
    • Le recenti fusioni bancarie hanno spesso portato a chiusure di sportelli, con conseguenze per il territorio e per l’occupazione locale.
  3. Un territorio che rischia di perdere centralità
    • Al di fuori della Valtellina, l’operazione viene vista esclusivamente in chiave economica, senza considerare il valore sociale della banca per il tessuto locale.
    • Le istituzioni locali si muovono in modo disordinato, mentre la politica specula sull’operazione in cerca di consenso.

Quale futuro per la Banca Popolare di Sondrio?

Il caso Carige dimostra che ogni operazione di questo tipo porta cambiamenti profondi. Se l’OPS andrà in porto, la sfida per i dipendenti e per il territorio sarà capire se BPER manterrà gli impegni dichiarati. In caso contrario, la fusione si tradurrà in una graduale marginalizzazione della storica banca valtellinese.

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